Due serate di presentazione del progetto a Ville d’Anaunia

Due serate di presentazione del progetto a Ville d’Anaunia
Novembre 26, 2019 admin

Il comune di Ville d’Anaunia ha aderito al progetto di turismo diffuso, Ospitar e verrà presentato il 25 novembre e il 4 dicembre alle ore 20.30, presso l’aula magna della Scuola di Tuenno

L’obiettivo del progetto – già avviato in Trentino a Cavareno, Tenna, Terragnolo, Spormaggiore, Calceranica al Lago –   è recuperare e riqualificare l’enorme patrimonio delle seconde case, lasciate sfitte e spesso abbandonate, attraverso la leva del turismo online in tutti quei comuni montani e periferici che soffrono di un continuo e costante spopolamento.

C’è un dato che dovrebbe far riflettere: ogni abitazione lasciata sfitta comporta un costo annuale di diverse migliaia di euro. In media si stima fra i 3.000 e i 4.000 all’anno. Altro particolare: un immobile “abbandonato” degrada il proprio valore nel tempo, per i mancati interventi di ristrutturazione. Per ogni comunità, non solo per i proprietari, diventa prioritario trovare una soluzione a questa situazione, con strumenti in grado di generare un reddito in grado di coprire i costi suddetti e di riqualificare, con interventi di ristrutturazione, intere parti del proprio abitato.

I proprietari che aderiranno avranno un supporto qualificato per seguire le fasi di ristrutturazione della casa e per la messa online sui portali di vendita e anche su richiesta per la gestione delle prenotazioni successiva. 

 

L’ANALISI DEI DATI CATASTALI DELLE SECONDE CASE: CHI SONO I PROPRIETARI?

 

Il primo passaggio della collaborazione fra noi  e il comune è stata, come di consueto, l’analisi dei dati catastali, per avere un quadro preciso sul numero delle seconde case, sul profilo dei proprietari, sulla frammentazione degli immobili.

Sul territorio sono stati individuati circa 1.149 proprietari a fronte di 1.112 seconde case.

Nel Comune di Ville d’Anaunia, il 45% dei proprietari è over 65, dunque, considerando che oggi il settore turistico si sviluppa prevalentemente su piattaforme online che permettono l’incontro tra domanda e offerta, appare plausibile ipotizzare un supporto ai proprietari nel caso in cui volessero provare ad affittare il proprio immobile attraverso le OTA (Online Travel Agencies).

L’analisi ha permesso di rilevare la distribuzione della proprietà delle seconde case sul territorio. Quando si parla di distribuzione della proprietà ci si riferisce al numero di immobili che ogni proprietario possiede. Nel comune di Ville d’Anaunia la proprietà è piuttosto distribuita, con la maggioranza dei proprietari che possiede una sola seconda casa (73%).

È stata poi analizzata la frammentazione della proprietà, ossia è stato rilevato il dato su quante persone condividono la proprietà di un unico immobile. Il risultato è estremamente positivo: più del 90% delle proprietà è intestata ad una o al massimo due persone.

Anche il dato sulla residenza dei proprietari delle seconde case appare molto interessante. Per prima cosa, possiamo vedere come quasi il 90% dei proprietari viva in Trentino.

Se poi andiamo ad approfondire il dato dei residenti in Trentino, possiamo vedere che la proprietà delle seconde case rimane “iperlocale”, con ben il 68% dei proprietari che vive nel comune di Ville d’Anaunia, che diventa un 85% se si prende in considerazione la sola Val di Non.

 

IL RUOLO DEL COMUNE E LA GENERAZIONE DELL’INDOTTO

 

In questo progetto il comune è l’attivatore, ai privati, invece, spetta il compito di svilupparlo. Ci attiveremo comunque come di consueto con tutti i soggetti istituzionali del territorio, per trovare delle formule di contribuzione di supporto.  Negli altri paesi, dove Ospitar è partito, si sono sviluppate delle formule di collaborazione con le banche di credito cooperativo – con il confezionamento di mutui agevolati per gli interventi di ristrutturazione – con le società di promozione turistica e con altri enti, in primis le comunità di Valle. Il fine del progetto è la riqualificazione del patrimonio immobiliare e il turismo diventa lo strumento.

Prendendo in esame gli interventi negli altri comuni, dove ospitar si è sviluppato, si è visto che per ogni euro investito c’è stato un ritorno di 5 euro. Vengono attivate convenzioni con artigiani del paese per le ristrutturazioni, si avviano progetti di collaborazioni con cooperative locali (si pensi la tema delle pulizie delle case ma anche alla gestione del flusso di prenotazioni), si genera un flusso inatteso, fino a pochi mesi prima, di turisti che vivono la comunità non solo nella casa ma anche, per esempio, negli esercizi commerciali e nella ristorazione.